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Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni 1918-1929

Regno di Yugoslavia 1929-1941 >>
I colori scelti della Bandiera nazionale sono i colori panslavi usati su gran parte delle bandiere delle nazioni e dei popoli slavi. Il loro utilizzo (avvenuto per la prima volta nella bandiera russa) simboleggia le origini comuni delle popolazioni slave.

I colori scelti della Bandiera nazionale sono i colori panslavi usati su gran parte delle bandiere delle nazioni e dei popoli slavi. Il loro utilizzo (avvenuto per la prima volta nella bandiera russa) simboleggia le origini comuni delle popolazioni slave.

NASCITA DELLA "PRIMA YUGOSLAVIA"

La Yugoslavia (o sarebbe meglio dire "Prima Yugoslavia", Prva Jugoslavija, termine utilizzato dagli storici serbi) nacque come Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (in croato: Kraljevina Srba, Hrvata i Slovenaca, in serbo: Краљевина Срба, Хрвата и Словенаца, in sloveno: Kraljevina Srbov, Hrvatov in Slovencev ed in macedone: Кралство на Србите, Хрватите и Словенците ossia Kralstvo na Srbite, Hrvatite i Slovencite) all'indomani del Congresso di Parigi del 1918, a conclusione della Prima Guerra Mondiale e a seguito del disfacimento dell'impero Austro-Ungarico di cui Croazia, Slovenia ed Erzegovina facevano parte. Il nuovo Regno fu proclamato il Primo Dicembre 1918 dal principe reggente Aleksandar Karadordevic, sotto il re Pietro I Karadordevic.

PERCHE' REGNO DEI SERBI, CROATI A SLOVENI?

Prima della nascita del regno, i rappresentanti politici di Slovenia e Croazia concordarono con Regno di Serbia, la creazione di uno stato multietnico di impianto federale, e non a impronta serba come invece sarebbe inevitabilmente diventato. Sloveni, Croati e bosniaci temevano infatti oltre che il nazionalismo serbo e un'egemonia serba, una politica di discriminazione e di odio verso gli sloveni, i croati, i bosniaci e i serbi occidentali, già sudditi di Vienna, a causa della loro partecipazione al conflitto con la divisa austroungarica.

Aleksandar Karadordevic e il premier Pasic dettero tutte le garanzie che, una volta creata la nuova entità statale, la sua forma sarebbe stata determinata a seguito della volontà del popolo attraverso un referendum. Naturalmente non solo non mantennero le promesse, ma tennero fuori da tutti i posti rilevanti e dagli apparati burocratici gli sloveni, i croati, i bosniaci ed i serbi occidentali.

MA ERA SOLO UNA QUESTIONE DI FACCIATA....

La Costituzione di Vidovdan del 1921, infatti, decretò la supremazia serba sulle altre etnie dello Stato: si sollevarono grandi proteste, spesso violente, e all’opposizione di alcuni parlamentari dell’ala repubblicana e democratica, la maggioranza serba rispose con l’uccisione del croato Radic durante una seduta parlamentare del 1928.

PERCHE' NACQUE LA PRIMA YUGOSLAVIA?

Principalmente per volere del presidente Americano Wilson e dei francesi. I secondi non volevano che l'Italia si accrescesse, in particolare nei Balcani dove invece essa voleva mettere piede saldamente per affermare la sua potenza economica e politica, e auspicavano la costituzione di un forte regno slavo che si contrapponesse ad una futura ricostituzione dell’Impero Autro-Ungarico. Wilson, invece, anche se ufficialmente sposasse la tesi francese, si dice che appoggiasse la nascita di uno Stato slavo, con un ruolo particolare che doveva essere assunto dai Croati, in quanto era sotto l'influenza di una potente lobby croata che faceva capo al suo medico privato, croato originario della Dalmazia.

Dal canto loro gli slavi volevano l’unificazione per vari motivi: i serbi volevano allargare il loro territorio, i Croati e gli Sloveni volevano appoggiarsi ad uno stato slavo che desse loro forza in un mondo dove i piccoli stati erano oggetto della politica degli Stati piú potenti. In particolare i Croati e gli Sloveni si accorsero che col supporto di uno Stato piú grande avrebbero meglio potuto avanzare pretese sui territorii italiani di Istria e Dalmazia. Cosí in effetti fu, in parte. La Croazia si prese praticamente tutta la Dalmazia, complice la debolezza del governo italiano del famoso Nitti e del suo Ministro degli esteri Sforza.

TERRITORI CHE FACEVANO PARTE DELLA PRIMA JUGOSLAVIA

Si trattava della Croazia (la dieta di Zagabria votò l’anessione al nuovo regno), Slovenia, Montenegro (in seguito alla deposizione di Nikola, dichiarò la propria annessione al Regno di Serbia), Dalamzia, Bosnia-Erzegovina e parti della Baranja, della Backa e del Banato. Secondo l’impostazione di Wilson la Yugoslavia avrebbe dovuto essere molto piú estesa, includendo tutte le popolazioni slave meridionali all'infuori dei bulgari. Tuttavia dovette scontrarsi con l'opposizione dell’Italia, dell’Ungheria e dell'Austria. I territori a maggioranza slovena nella neonata repubblica austriaca scelsero di non aderire al nuovo regno (nel plebiscito dell'ottobre 1920, quando il 59% della popolazione della Carianzia meridionale optò per la repubblica austriaca), mentre l’Ungheria non accettò le nuove frontiere fino al trattato di Neuilly (1919).

FINE DEL REGNO DEI SERBI, CROATI E SLOVENI

Mentre il Regno era oggetto di tensioni tra i serbi e le etnie tagliate fuori dalla gestione del potere, Il re Alessandro I approfittò della situazione per sospendere la costituzione, sciogliere il Parlamento e instaurare, nel 1929, una feroce dittatura filo-serba, cambiando il nome del regno in Yugoslavia.


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Ultima modifica: martedì 18 novembre 2008 alle ore 21:51, alessandro
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